
Antinori Chianti Classico Badia a Passignano Gran Selezione 2013
Chianti Classico, Toscana, Italia

Tignanello is the wine that defined the Super Tuscan concept. Created by Marchesi Antinori in 1971, it was the first wine to blend Sangiovese with Cabernet Sauvignon in modern Tuscany, the first to be aged in small French barriques rather than the large Slavonian oak casks that dominated Italian cellars at the time, and one of the first to be declassified to Vino da Tavola in protest at DOC rules that prioritised bureaucratic compliance over quality.
It was, in short, a revolution in a bottle. And more than fifty years later, Tignanello remains one of the most important, consistent, and sought-after wines in Tuscany, a wine that changed Italian wine history and continues to deliver at the highest level.

Chianti Classico, Toscana, Italia

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La famiglia Antinori produce vino in Toscana dal 1385, vantando una delle tradizioni vitivinicole ininterrotte più lunghe al mondo. Verso la metà del XX secolo, la famiglia era una forza trainante nella produzione di Chianti, ma il Marchese Piero Antinori divenne sempre più insofferente verso le restrizioni del sistema DOC italiano, che imponeva l'uso di vitigni a bacca bianca nel Chianti e proibiva l'uso delle piccole botti di rovere, limitando così in modo fondamentale la qualità.
Nel 1971, insieme all'enologo Giacomo Tachis, Piero Antinori produsse il primo Tignanello, dal nome del vigneto Tignanello situato all'interno della tenuta Santa Cristina della famiglia, sulle colline del Chianti Classico. Era un assemblaggio di Sangiovese (80%), Cabernet Sauvignon (15%) e Cabernet Franc (5%), affinato in piccole barrique francesi. Poiché non rispettava i disciplinari del Chianti DOC, fu etichettato come Vino da Tavola, un atto deliberato di sfida che inviò un messaggio chiaro: l'obiettivo era la qualità, non la classificazione.
Il successo del vino fu immediato e rivoluzionario. Altri produttori toscani seguirono l'esempio, dando vita al movimento dei Super Tuscan, e il ruolo di Antinori nel ridefinire il grande vino italiano fu consacrato. Il Tignanello è stato prodotto in ogni annata dal 1971, e la famiglia Antinori rimane ancora oggi una delle realtà più autorevoli nel panorama dei grandi vini toscani.
Il Tignanello è prodotto da un singolo vigneto di 47 ettari, il vigneto Tignanello, situato all'interno della tenuta Santa Cristina sulle colline del Chianti Classico, a sud di Firenze. Il vigneto si trova a un'altitudine compresa tra i 350 e i 400 metri su pendii esposti a sud e sud-ovest, con suoli sottili e rocciosi di galestro e alberese, i terreni classici della zona del Chianti Classico.
Il galestro è una roccia calcarea sfaldabile, di tipo scistoso, che offre un drenaggio eccezionale e mette sotto stress le viti, concentrando il frutto e dando origine a vini di grande struttura e definizione aromatica. L'alberese è un terreno calcareo-argilloso più duro e compatto, che apporta corpo e profondità. La combinazione, in altitudine su pendii esposti a sud, è ideale per il Sangiovese, producendo uve con un'eccellente struttura, acidità naturale e la complessità aromatica che definisce il carattere del Tignanello.
L'inclusione del Cabernet Sauvignon nell'assemblaggio apporta ulteriore struttura e una profondità di frutti neri che estende il potenziale di invecchiamento del vino e gli conferisce un fascino più internazionale rispetto a quello che otterrebbe un Sangiovese in purezza.
Il Tignanello viene vinificato con una cura meticolosa per il carattere individuale di ogni singola parcella della tenuta. La fermentazione avviene in tini di acciaio inox a temperatura controllata, con macerazione sulle bucce per estrarre colore, tannini e complessità aromatica. Il vino affina poi per circa 12-14 mesi in una combinazione di barrique francesi nuove e di secondo passaggio, un periodo di affinamento più breve rispetto a molti vini paragonabili, a testimonianza della preferenza di Antinori per la freschezza e l'integrazione rispetto al peso del legno.
L'assemblaggio avviene dopo l'affinamento, valutando separatamente le componenti di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc prima di comporre il vino finale. Il risultato è un vino dal carattere distintamente toscano, con il cuore di Sangiovese che rimane sempre la voce dominante, ma supportato da una struttura e da un'accessibilità internazionali che riflettono le componenti di Cabernet.
Il vino simbolo e una delle bottiglie più importanti d'Italia. Assemblaggio di circa l'80% di Sangiovese, 15% di Cabernet Sauvignon e 5% di Cabernet Franc provenienti dal vigneto Tignanello, è un vino che unisce la complessità aromatica e l'acidità dei grandi Sangiovese alla struttura e alla profondità di frutto nero delle varietà Cabernet. Costante, longevo e di fondamentale importanza storica.
Il secondo grande Super Tuscan di Antinori proveniente dalla stessa tenuta, Solaia inverte le percentuali dei vitigni: è un assemblaggio a dominanza Cabernet composto da circa il 75% di Cabernet Sauvignon, 20% di Sangiovese e 5% di Cabernet Franc, prodotto dal vigneto Solaia adiacente a Tignanello. È tipicamente più ricco, opulento e di stile più internazionale rispetto al Tignanello, ed è prodotto in quantità più limitate, rendendolo un vino da collezione altamente ricercato.
Il Tignanello occupa una posizione unica tra i Super Tuscan. Se il Sassicaia è il più bordolese e classico, e Ornellaia il più opulento e ricco di frutto, il Tignanello è il più nettamente toscano: il vino in cui i tratti caratteristici del Sangiovese — ciliegia, erbe aromatiche essiccate, cuoio ed un'elevata acidità naturale — si esprimono con la massima chiarezza, valorizzati dalla profondità e dalla struttura della componente di Cabernet.
È un vino di notevole eleganza piuttosto che di forza bruta, che si rivela appieno a partire da circa otto anni dalla vendemmia nelle annate più accessibili, mentre nelle grandi annate (2016, 2015, 2010, 2006, 2001) sviluppa un'ulteriore complessità e finezza nell'arco di quindici-vent'anni.
Il Tignanello è uno dei vini italiani più costantemente ricercati dai collezionisti alle aste e vanta un'importanza storica che nessun altro Super Tuscan può eguagliare. Il suo ruolo nel ridefinire il vino italiano gli conferisce un significato culturale che va oltre la sua sola qualità; la combinazione di una produzione costante, l'alto gradimento della critica e un'ampia domanda internazionale lo rende uno dei vini italiani più liquidi sul mercato secondario. Il Solaia, prodotto in quantità minori, raggiunge quotazioni più elevate ed è sempre più ambito dai collezionisti come vino fratello del Tignanello.
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