Le origini di Pontet-Canet risalgono al 1705, quando Jean-François de Pontet, governatore reale del Médoc, fondò la tenuta unendo diverse parcelle di terreno. Nel corso del tempo fu incorporata una sezione adiacente proveniente dall'area di Canet, conferendo alla tenuta il suo nome completo. La posizione dello château sull'altopiano di ghiaie profonde adagiate su suoli calcarei e argillosi — un terroir condiviso con alcuni dei vicini più illustri di Bordeaux, come Lafite Rothschild e Mouton Rothschild — ha sempre lasciato presagire il suo straordinario potenziale.
Nonostante questo terroir così promettente, Pontet-Canet è rimasto per molti anni relativamente nell'ombra, ricevendo unicamente lo status di Cinquième Cru nella Classificazione del 1855, basata all'epoca in gran parte sulle quotazioni di mercato. Tuttavia, fu solo nel 1975, quando Guy Tesseron, rinomato commerciante di Cognac, acquistò la proprietà, che il suo potenziale iniziò a esprimersi appieno. La vera rinascita di Pontet-Canet prese tuttavia forma sotto la guida del figlio di Guy, Alfred Tesseron, che subentrò nel 1994.
Alfred Tesseron, affiancato dallo storico direttore tecnico Jean-Michel Comme, ha intrapreso una missione che avrebbe trasformato Pontet-Canet in un punto di riferimento moderno dell'enologia bordolese. Il loro approccio è stato a dir poco rivoluzionario, soprattutto considerando l'estensione della tenuta. Pontet-Canet si estende su 81 ettari, rappresentando uno dei vigneti più vasti di Pauillac. Convertire una proprietà di tale portata a pratiche interamente biologiche e biodinamiche fu considerato da molti un'impresa ad alto rischio, ma i risultati si sono rivelati straordinari.
Il terroir e le pratiche pionieristiche
Il terroir di Pontet-Canet è la quintessenza di Pauillac, con i suoi terreni ghiaiosi ideali per il Cabernet Sauvignon, sovrapposti ad argilla e calcare che assicurano alle viti una ritenzione idrica fondamentale durante i mesi estivi più aridi. La vicinanza della tenuta all'estuario della Gironda contribuisce inoltre a mitigare le temperature, offrendo una protezione naturale contro gli eventi climatici estremi. Ma, per quanto il terroir sia essenziale, Alfred Tesseron ha compreso che per esprimere tutto il potenziale di Pontet-Canet non bastava una terra eccezionale: occorreva una visione enologica illuminata.
Sotto la guida di Tesseron, Pontet-Canet è diventato il primo grande produttore di Bordeaux a ottenere la doppia certificazione biologica e biodinamica. Questo percorso è iniziato concretamente nel 2004 con le prime sperimentazioni biodinamiche su una parte dei vigneti. Nonostante alcune battute d'arresto, come il grave attacco di peronospora del 2007, Tesseron e Comme hanno perseverato, riavviando il processo di conversione con rinnovata determinazione. Entro il 2010 la tenuta era interamente certificata biologica e biodinamica, ottenendo i marchi Biodyvin, Demeter ed Ecocert.
Uno degli aspetti più distintivi del moderno processo di vinificazione di Pontet-Canet è l'impiego di uova di cemento e anfore di terracotta per l'affinamento di una quota del vino. Questi recipienti, introdotti rispettivamente nel 2010 e nel 2012, sono concepiti per esaltare la purezza espressiva del terroir. Le anfore di terracotta, in particolare, sono realizzate integrando ciottoli di ghiaia e calcare provenienti dalle migliori parcelle della tenuta, conferendo una dimensione unica all'evoluzione del vino. L'impegno della cantina verso la sostenibilità si riflette inoltre nell'impiego di cavalli per l'aratura di metà dei vigneti e nell'uso dell'energia geotermica per alimentare l'intera struttura.
Nel 2019 Pontet-Canet ha inaugurato un nuovo e innovativo sistema manuale di cernita e diraspatura, a testimonianza di una ricerca incessante della precisione e della massima qualità. Nonostante le insidie delle ultime annate, compreso un devastante attacco di peronospora nel 2018 che ha ridotto drasticamente le rese, Pontet-Canet ne è uscito ancor più rafforzato, dando vita a vini che la critica colloca regolarmente tra i vertici assoluti di Bordeaux.